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CUNEO: ALBA 5.05.2019

GIORDANO E CARBONE SE NE FREGANO DEL VENTO

Nel 49° Gran Premio Berutti Arredamenti di Alba

Alba (Cn), 5 maggio 2019 – il 5 maggio è una data storica: 198 anni fa Napoleone Bonaparte lasciava questo mondo terreno dopo averlo conquistato e perso. Oggi invece uno sparuto manipolo di corridori, atleti, è qui ad Alba per conquistare la vittoria in una gara anch’essa storica perché è la più antica gara amatoriale del Piemonte Occidentale: il 49° Gran Premio Berutti Arredamenti.

Il tempo è inclemente, fa freddo e ovunque piove o ha appena smesso, tanto che appena 75 concorrenti si sono presentati al tavolo delle iscrizioni, posto nel cortile del mobilificio. Inizialmente erano molto meno, poi, piano piano, siamo arrivati a quella magra cifra. Viste le previsioni negative, la corsa si sarebbe potuta annullare già ieri sera, ma abbiamo voluto aspettare e stamattina le strade erano già asciutte.

E così siamo qui pronti a fare scattare le molle nelle gambe dei nostri corridori, 38 nella partenza fino a 50 anni e 37 in quella da 50 in su.

Si parte con la prima corsa e subito iniziano i tentativi di fuga. Al primo passaggio, degli 8 giri in programma di un circuito “semicittadino” è Barra a transitare solitario con un centinaio di metri sul gruppo. Barra è ripreso da alcuni e, poco a poco si forma in testa alla corsa un bel gruppetto con Luca Carlini, Mostaccioli, Finotto, Rosso, Barra, Nervo, Allois, Marengo, Giordano e Davi che rientra da solo dopo 4 chilometri d’inseguimento.

I 10 battistrada viaggiano dandosi cambi regolari, anche se nel frattempo si è alzato un vento che minaccia di farli cadere, così la giuria decide, per la sicurezza di tutti i concorrenti, in un primo momento di accorciare di un giro la corsa e poi, visto che inizia anche a piovere, i giri “tolti” sono due, anche se, appena comunicato che i giri da fare saranno sei e non più otto, smette di piovere. A tornate dalla fine, Davi prova ancora l’uscita solitaria ma è stoppato quasi subito. E così ci si avvicina alla conclusione della gara. Nell’ultima curva, a 800 metri dal traguardo, si pone in testa Giacomo Giordano, del team omonimo. Sembra un suicidio ma Giordano gestisce bene le sue forze e attacca uno sprint lunghissimo cui nessuno sa resistere e sono inutili i tentativi di rimonta di Nervo e Mostaccioli, che escono con scarso risultato dalla sua scia e devono accontentarsi dei due scalini meno nobili del podio. Quarto è Barra, seguito dai due veterani e compagni, Finotto e Davi, poi Allois, Marengo, Rosso e Carlini.

La volata degli inseguitori è appannaggio di Pasquero che s’impone su Enrico Fissore, Fantini, Zavattero, Gagliardini, Lavagna e Casale. La media del vincitore, nonostante il forte vento, è 40,250 km/h.

I 37 concorrenti della seconda partenza vanno subito all’arrembaggio e il primo passaggio vede transitare la fuga di tre corridori, tra i quali distinguiamo Panepinto e Stefano Carbone. L’avventura dei battistrada dura quasi tre tornate ma il vento implacabile li riconduce all’interno “quasi” riparato del plotone.

Assistiamo a qualche altra scaramuccia e infine alla fiammata di Stefano Carbone che coglie tutti di sorpresa e si proietta solitario verso il traguardo di corso Europa. Il suo è un arrivo braccia al cielo, realizzato compatibilmente con le raffiche di vento che rischiano di buttarlo a terra.  Alle sue spalle, lontanissima, infuria la volata, vinta da Ferracin su Gualtiero Capellino, Giancarlo e Giovanni Ferrero, uniti nel cognome ma separati da una posizione in classifica. Poi ci sono, Rodolico, Bosticco, Nocito, Panepinto, Matta, Giletta, Fresia, Sandri, Fabris e Moracchiato, che vince nella categoria sgA, davanti a Batilde, Grana e Arrigo. Tra gli sgB il vincitore è Marletta, davanti a Claudio Fissore, Calvarese, Becchis e Miranda. Media del vincitore solitario: 38,700 km/h.

Gli ordini d’arrivo sono presto fatti e, dopo avere apprezzato un abbondate e ricco rinfresco al riparo caldo del mobilificio, si procede alla ricca premiazione, con cesti e fiori per i vincitori. Unico neo, la mancanza dell’artefice di tutto ciò, l’inventore di questa corsa, il fondatore dell’ASD più longeva, uno dei creatori del nostro movimento amatoriale, Giovanni Berutti che, non sentendosi molto bene, è dovuto rientrare a casa ma, figli e nipoti l’hanno sostituito egregiamente creando quel filo di continuità che tutti ci aspettiamo quando le cose belle devono continuare.

Ci congediamo da Alba col pensiero alle classifiche di 1ª e 2ª serie di cui questa gara è testimone e che provvederemo al più presto a perfezionare prima delle prossime corse, sabato 11 maggio a Racconigi dove “E’ in scena la 2ª” e domenica 12 a Macello di Pinerolo dove è per tutti.

 Valerio Zuliani

class Alba 5.05.19

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