Coordinamenti CSAIn

Coordinamenti Acsi

 

agosto: 2020
L M M G V S D
« lug    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Archivio notizie

CUNEO: I 40 anni del Pedale Carmagnolese

IL PEDALE CARMAGNOLESE FESTEGGIA I SUOI PRIMI 40 ANNI ALL’EREMO DI BUSCA

120 CHILOMETRI DI FESTA

Carmagnola (To), 28 giugno 2015 – E’ una domenica pedalata diversa, quella che ci offre il Pedale Carmagnolese, una gita cicloturistica, andata e ritorno all’Eremo di Busca, riferimento spirituale dei fedeli carmagnolesi che spesso vi si recano in pellegrinaggio.

Oggi si va in bici. L’occasione è quella di festeggiare i 40 anni di fondazione del Pedale, abbinata ai 10 dell’Audax Carmagnola, una festa cui partecipa e pedala un centinaio di ciclisti, compreso il sottoscritto, oggi libero da altri impegni.

L’allegra colonna, tutti rigorosamente con la stessa maglia che ricorda l’anniversario, parte rumorosamente dalla sede del Pedale e si avvia in direzione di Casalgrasso. La strada è pessima e non ci sono neppure i rattoppi a sistemare i pericolosi buchi formatisi sull’asfalto. Qualcuno fora e noi lo attendiamo pazientemente, come si fa tra amici, a Casalgrasso.

Quando il gruppo torna compatto, ripartiamo in direzione di Polonghera, Murello e Ruffia, lungo le strade che spesso sono state teatro delle nostre gare più combattute. Siamo in aperta campagna e il caldo è asfissiante, ma si pedala e si chiacchiera in compagnia, passando per Scarnafigi, Lagnasco, Falicetto e Villafalletto, ultimo paese prima di arrivare a Busca, dopo 55 chilometri di scampagnata.

Adesso inizia il bello: si sale verso l’Eremo dopo essere transitati nel centro storico del paese, si attraversa la provinciale n. 24 e si prende strada Rossana, dove inizia la salita. Dopo qualche centinaio di metri, davanti a noi si vede una rampa che, vista da lontano, speriamo sia l’ingresso di una qualche villa. E invece no, è proprio la strada che scorre sotto le nostre ruote, con pendenze fino al 14% e non sembra finire mai. Fortunatamente finisce stabilizzandosi al 7/8% e, dopo 2,5 km arriviamo in cima alla Colletta di Rossana, dove c’è il bivio per l’Eremo. I più bravi sono già molto avanti mentre attorno a noi si sente il soffio dei respiri affannosi di chi non è un vero e proprio scalatore ma solo un bravo appassionato cicloturista “leggermente” appesantito. Superiamo ancora dei tratti al 15%, con l’asfalto che diventa sempre più ghiaioso e friabile e ci inoltriamo in un bosco che oggi ci sembra quello di qualche favola senza lieto fine. Invece è un innocuo boschetto che ci ripara dai cocenti raggi del sole e ci accompagna verso la meta, dove molti sono già lì ad aspettarci, ma non sono solo ciclisti, ci sono anche i famigliari che ci faranno compagnia per tutto il tempo che ci fermeremo qui.

La salita è durata “solo” 5 km e siamo saliti di 330 metri, ma ne è valsa la pena. Da qui si gode il panorama della pianura sottostante circondata dalle Alpi Marittime e dalle Langhe. Busca è appena qui sotto e Cuneo poco più in là.

Ci concediamo il giusto riposo dopo questi primi 60 km e ci dedichiamo a osservare l’Eremo, una grande costruzione neoclassica con richiami al barocco, situata in mezzo al verde, recentemente ristrutturata, all’interno della quale regna il silenzio, interrotto oggi solo dalle voci dei ciclisti carmagnolesi che si raccontano le loro avventure.

Rinfrescati e rinfrancati veniamo accompagnati dal signor Inglese, responsabile dell’Eremo, all’interno di una sala, dove sono apparecchiati i tavoli per il nostro pranzo. E’ una sala di forma quadrata il cui soffitto è una volta interamente dipinta con bellissimi affreschi raffiguranti scene di carattere evangelico e biblico. La sala si riempie e in breve ognuno occupa il suo posto a tavola insieme agli amici e famigliari più prossimi.

Veniamo distratti nel nostro osservare il soffitto, dalle portate di cibo che calano gentilmente servite nei nostri piatti. Antipasti vari e agnolotti del plin, poi brasato e fagiolini e infine una torta buonissima, dedicata al nostro odierno evento ciclistico.

Siamo in mezzo ai ciclisti del Pedale che ci raccontano del recente viaggio ad Assisi. Una bella avventura condivisa, bella da raccontare e bella da ascoltare. L’allegria è accompagnata da qualche moderato brindisi con vini Arneis e Barbera. La moderazione nel bere è essenziale perché tra poco bisogna scendere e fare ritorno a Carmagnola.

Ci concediamo ancora un caffè, riempiamo le borracce e poi, molti meno di quelli partiti in bici questa mattina, partiamo per il ritorno.

La ripida discesa ci dà la gratificante idea degli sforzi fatti per salire fin lassù, ma ormai siamo già al bivio della Colletta di Rossana, dove ci raduniamo e partiamo in discesa alla volta di Rossana, Piasco e Verzuolo, poi ancora Falicetto, Lagnasco, Scarnafigi, Villanova Solaro, Murello e Racconigi, dove ci concediamo una rinfrescante “sosta gelato”.

Sarà perché c’erano delle calorie da smaltire, sarà perché la passione ciclistica richiede un continuo confrontarsi con gli altri, il ritorno è stato molto più veloce dell’andata. Si viaggiava costantemente sopra i 30 km orari e qualche volta si sono superati i 50. In pianura, non in discesa. A “stuzzicare” spesso l’andatura c’era un giovanotto di 24 anni, Sergio Tesio, che dovrebbe provare a fare qualche gara.

Arrivati a Carmagnola, nuovamente alla sede del Pedale Carmagnolese, il nostro Garmin segna 119 km percorsi, alla media dei 26 km/h. Non siamo stanchi, solo molto accaldati e tutti desiderosi di fare una doccia. Salutiamo gli amici carmagnolesi e i suoi gentilissimi presidente e segretario Flavio Geremia e Andrea Garombo e ci dirigiamo verso casa, contenti di avere trascorso una domenica inconsueta e in così buona compagnia insieme a un sodalizio che ha fatto del ciclismo il suo più importante motivo di aggregazione.

 Valerio Zuliani

 

Comments are closed.