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CUNEO: 26ª BRABRA – 26.04.2018

IL GALLO DELLE 7 MERAVIGLIE

Per il settimo anno consecutivo Andrea Gallo vince la BraBra

Caresio e Busuito si aggiudicano il percorso breve e quello medio

 

Pollenzo di Bra (Cn), 29 aprile 2018 – Il numero 7, il numero cosiddetto perfetto, ricorre frequentemente nella nostra cultura, la 7ª sinfonia di Beethoven, i Magnifici Sette, i sette peccati capitali, il settimo cielo, le sette note e adesso ci sono anche le sette Vittorie Consecutive di Andrea Gallo alla Granfondo Internazionale BraBra Specialized, ripeto,  sette consecutive. Un risultato difficilmente eguagliabile.

La 26ª edizione della BraBra era iniziata ieri, oltre che per le operazioni di ritiro pacchi gara e nuove iscrizioni, anche con l’ormai celebrata BraBra Baby, quest’anno resa ancora più bella grazie ad un percorso attrezzato interamente dedicato alle bici.

E oggi si corre la Granfondo, con alla partenza l’ospite eccezionale, che avevamo già avuto occasione di conoscere ieri alla Cena di Gala, il primo ciclista professionista a vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi, ad Atlanta nel 1996, Vincitore anche di una Liegi Bastogne Liegi e di un Giro di Lombardia, oltre che essere stato Campione Mondiale di Ciclocross. Anche vincitore di tappe al Giro e al Tour. Stiamo parlando di Pascal Richard, classe 1964, ora gentleman1 nei cicloamatori. Uno sportivo valido ma soprattutto una persona squisita.

Anche quest’anno i percorsi sono tre, uno di 65 chilometri, uno di 106 e la Granfondo di 160. Naturalmente tutti con molte difficoltà altimetriche.

Si parte alle 9,30, mossiere il sindaco di Bra, Bruna Sibille e il vicesindaco Massimo Borrelli. La velocità è minima e controllata per 5 km, in modo da dare a tutti i 2000 concorrenti “ingrigliati” nelle vie della magnifica Pollenzo, la possibilità di entrare in corsa ed evitare che quando il primo è al “km zero”, l’ultimo debba ancora salire in bici.

Per il secondo anno consecutivo si parte dalla località esclusiva di Pollenzo, il gioiello più bello e caratteristico che fa da ponte tra Langhe e Roero.

Appena dato il via reale, un drappello di una decina di unità prende il largo. Tra essi vediamo Corino, Morra, Carlevero, Caresio, Maglio e l’olandese Wagstaff.

In testa c’è sempre Carlevero che accelera ulteriormente e, dopo avere scollinato La Morra, si butta nella discesa che conosce a menadito e rimane solo con Caresio. Si passa da Barolo scendendo a 90 all’ora e anche Caresio, che forse ha un po’ più di sale in zucca, o semplicemente un po’ meno coraggio, lo lascia andare. Quando a Castiglione Falletto la discesa è finita e ci apprestiamo ad attaccare la salita di Perno, i due sono staccati di 200 metri, mentre il gruppo è molto più indietro.

Scolliniamo e ci avviamo a Monforte, dove chi vuole fare il percorso corto, prende la direzione opportuna. E’ quello che fanno Carlevero e Caresio che nel frattempo si sono riuniti.

Il fortissimo atleta di San Damiano d’Asti, Denis Carlevero, teme molto il canavesano tesserato all’ASD Pedalando in Langa e cerca ripetutamente di staccarlo ma Caresio reagisce sempre prontamente e non si lascia sorprendere. Poi, la volata conclusiva mette fine alle incertezze e decreta Davide Caresio vincitore, con Denis Carlevero al secondo posto e un ottimo Luca Pera, arrivato a 1’13” in terza posizione, precedendo Merli Marchetta, Franco e Mostaccioli. Media del vincitore: 34,760 km/h. Tra le donne, successo di Monica Viale davanti a Chiara Musso e Silvia Ponzo.

Nel frattempo le altre due gare continuano insieme la loro corsa, scollinando a Bossolasco dopo essere passate per Dogliani e scalato il Passo della Bossola. La divisione tra il medio e il lungo avviene a Pedaggera di Cerreto Langhe e dal gruppo di una ventina di corridori che opta per il percorso medio, esce un sestetto con Ghiron, Lorenzo Balducci, Tagliapietra, Busuito, Monti e Rosso. I fuggitivi non sono più ripresi e si giocano la vittoria in volata, dove il giovane Busuito ha la meglio vincendo la Mediofondo BraBra Specialized alla media di 35,500 km/h, davanti a Balducci, Ghiron, Tagliapietra, Rosso e Monti e bissando il successo di quattro giorni fa al 42° Gran Premio Liberazione di Roreto di Cherasco, organizzato dal Team Idea Bici. I primi inseguitori, guidati da Crosa, Basile e Mattia Magnaldi, arrivano a 1’50”. Prima donna è Manuela Sonzogni, seguita da Valentina Carretta e Monica Bonfanti.

Da “quelli del lungo” invece esce in avanscoperta il veterano Dogliotti, che si lancia in un’impresa solitaria per una ventina di chilometri, arrivando ad avere fino a 2’20” di vantaggio e coprendo il tratto fra Pedaggera e Mango tra panorami incantevoli che lui naturalmente non fa in tempo ad apprezzare. Poi, come sempre, la salita di Camo risulta decisiva per tutti. Alle spalle di Dogliotti si portano in avanti prima Pichetta e Cuaz e poi, Piazza, Gallo e Dracone che cercano di rientrare sui due contrattaccanti, che nel frattempo raggiungono Dogliotti. Nella discesa di Mango avviene il ricongiungimento tra i due terzetti e, successivamente, nella salita di Castagnito si stacca prima Dracone e poi Pichetta.

Ora i battistrada sono rimasti in quattro ma la strada da fare è ancora tanta e il ritmo è sempre alto. Ne subisce le conseguenze il veterano Dogliotti, che sulla salita di Monteu si stacca. Al GPM transitano nell’ordine Gallo, Piazza e Cuaz.

Scendiamo a tutta verso il “bosco dei castagni” che conduce a Baldissero e di qui ci avviamo a Sommariva Perno dove iniziano le schermaglie di fine corsa. Mancano 15 chilometri al traguardo e i tre iniziano a farsi la guerra. A scattare ripetutamente sono sempre Gallo e Cuaz, mentre il giovane Piazza si limita a seguirli senza dare segni di stanchezza. Transitiamo in queste condizioni di “guerra dichiarata” nella circonvallazione di Corneliano e nell’abitato di Monticello. Poi ci fiondiamo verso Macellai e Pollenzo di Bra. Si viaggia un po’ ai 20 km/h e un po’ ai 60 ma nessuno stacca nessuno, come in una sorta di “surplace” senza pista. Si decide tutto negli ultimi 300 metri finali dove Andrea Gallo scatta ancora e prende la curva del traguardo in testa. Cuaz è subito fuori gioco ma Piazza si colloca a ruota di Gallo e tenta un’improbabile rimonta, visto che ormai l’arrivo è vicinissimo. Il “Gallo delle meraviglie” ha fatto bene i suoi conti e chiude la partita alzando le braccia al cielo sul traguardo della sua settima vittoria consecutiva alla BraBra, ottenuta alla media di 35,540 km/h, dopo avere “sudato sette camice”. Secondo è Piazza e terzo Cuaz. Lo stesso ordine del GPM di Monteu Roero. Il bravissimo Dogliotti arriva a 1’28” mentre Dracone, a 2’53”, precede allo sprint, Oliveri, Barbieri e Milanesi. In campo femminile bella affermazione di Simona Parente che precede Annalisa Prato e Sabrina De Marchi.

Il resto è cronaca di una bella festa in un posto stupendo, dove hanno trovato la loro collocazione anche i gruppi di trapiantati e dializzati, in gara con la maglia “Trapianto è vita”, felici per essere riusciti a portare a termine la loro BraBra. I corridori possono consumare un pasto saporito e poi godersi una lunghissima premiazione, officiata dalla sindaca Bruna Sibille e dal vicesindaco Massimo Borrelli, impreziosita anche dalla vestizione delle maglie di Coppa Piemonte, per mano del suo fondatore, Renato Angioi e “lubrificata” dai calici di vino versati dal mastro sommelier ufficiale, ai primi tre di ogni gara, sia maschile sia femminile mentre a tutti i primi di categoria il Comune di Bra, per mano della sindachessa, offre il libro del compianto Oliviero Beha, intitolato “Un cuore in fuga” e dedicato alle gesta di Gino Bartali per salvare tanti ebrei durante l’ultima guerra mondiale.

La premiazione, scandita dalla squillante voce dello speaker Fabrizio Gulmini, scorre veloce ma è comunque interminabile quasi a dispetto del tempo che, brutto ovunque, qui si mantiene ottimamente e l’attesa dell’ambito premio e relativa messa in posa per i fotografi, sono più lievi.

Le foto della corsa e premiazione sono consultabili cliccando sul seguente collegamento web: https://photos.app.goo.gl/xoyKW0uGpFSfvQ5p1

                                                                                                                                   Valerio Zuliani

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