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CUNEO: UN RICORDO DI LORENZO GARRO DEI CICLISTI SCOMPARSI

La stagione 2017 fa rimpiangere  la dipartita di cinque amici ciclisti          

Nel tranquillo periodo invernale, stando al caldo della casa,  la mia  libera  mente  vaga e  dipana la passata stagione ciclistica e, fra i tanti piacevoli pensieri, uno prevale su tutti, quello degli amici scomparsi.

Il periodo funesto inizia alle fine del 2016 con la scomparsa di Pasquale D’Apollo e prosegue nel  2017 con l’inattesa dipartita di Luciano Longo, due pilastri del ciclismo amatoriale cuneese e, ancora nel fossanese, si registra la dipartita dell’emerito pittore ed ex professionista  Gianni Mana e, a livello dirigenziale, Maela Milesi e Giovanni Massa.

Sottolineo che tutti erano amici carissimi e, con forte piacere cerco di rivivere  il ricordo di ognuno di loro.

Pasquale D’Apollo – Nato a Foggia nel 1959, approda nel 1990  a Roccavione dove si fa valere come validissimo piastrellista e, raggiunta la solidità finanziaria, riprende l’attività ciclistica iniziata con successo nel foggiano.

Nel 1992, con la maglia “Cartiera Pirinoli – Giordano”, ritorna a pedalare nelle gare della  “Lega Ciclismo Uisp” e, grazie a piazzamenti di rilievo, ne diventa un assiduo frequentatore.

Nel 2001 lascia le gare e ad ottobre 2016 giunge fatidica notizia della dipartita; ne resto sconvolto perché perdo un amico nonché  un valido agonista che, nei vari successi raggiunti, si è pure fregiato del titolo di “Campione Italiano di Cronoscalata”.

Lo ricordo allegro sia alla partenza che all’arrivo delle gare e, da estroverso qual era, a tutti riservava un saluto e una vivace  battuta e, ritengo  sia doveroso incasellarlo fra i migliori  pionieri del ciclismo amatoriale.

Luciano Longo –  Il fossanese dopo una brillante carriera ciclistica dilettantistica, forse nel 1987,  si inserisce  nel ciclismo amatoriale ed impersonando “il vero e serio ciclista” pedala con successo sino al 2016.

Entra nelle file amatoriali con l’aureola del vincente e non si smentisce, detiene le caratteristiche del “ciclista completo” perciò adatto a qualsiasi percorso è l’assidua presenza  alle gare, è il suo forte.

Posso tranquillamente affermare che sin dal primo  incontro siamo entrati in sintonia e, sebbene ci frequentavamo solo alle gare, fra noi è scattata una profonda e duratura amicizia.

Sino al 96 continuiamo a vederci in gare dove  risulta  vincente o piazzato e, la nostra amicizia si consolida,  ma se  ben ricordo,  l’anno seguente sospende l’attività ciclistica..

Rientra in grande spolvero nel 2010  e, rivedendoci, ritornano gli  spontanei ed affettuosi abbracci e,  sebbene siano passati gli anni giovanili, continua ad essere un vincente.

Lo scrivente negli anni seguenti, per motivi di anzianità, si presenta di rado alle gare e, quando ci rivediamo scattano, con maggior calore, gli affettuosi abbracci e, con sicurezza affermo, caro Luciano, che sento fortemente  la Tua mancanza.

Gianni Mana – Ricordo con tanta simpatia Gianni Mana, che personalmente definisco il “ciclista – pittore”.

La nostra amicizia nasce alla trattoria “dei Culumbot” del ex  ciclista Bruno Rovera  in occasione del convivio “Amarcord anni 60”; un convivio che intendeva ricordare gli anni leonini della carriera ciclistica avvenuta a cavallo del decennio  anni 1960:

In queste fuggevoli occasioni stringo l’amicizia con Gianni, si parla di ciclismo e di pittura e,  da Lui donati,  campeggiano nella mia abitazione,  due delle sue opere..

In  occasione di una mostra pittorica, feci uno scritto  di suo gradimento e apprendere il suo trapasso mi è risultato veramente doloroso.

Maela Milesi – In un momento di disfacimento del ciclismo cuneese, mi sono avvicinato a  Lei e, con Lei  ho intessuto per diversi anni rapporti più che amichevoli.

Era una donna di forte carattere che operando principalmente nelle Langhe e nella provincia in generale, prende in mano un ciclismo in sfacelo e, in pochi anni, lo ricostruisce portandolo ad elevati livelli.

Riesce in tale intento grazie al suo carattere ferreo, testardo nel raggiungere gli obbiettivi e talvolta spigoloso, ma se non fosse stata dotata di tali requisiti, non avrebbe raggiunto risultati, per tanti impossibili.

Chiudo con grande  rimpianto l’argomento riportando quanto già scritto in  passato: lasci un enorme vuoto,  si sentirà la Tua mancanza, e penso che oggi sia introvabile un personaggio simile al Tuo; un personaggio che con volontà e passione sappia uguagliarti nelle  tante mansioni  che Te, con leggerezza, interpretavi” .

Giovanni Massa -  Il cervaschese Giovanni, è stato un personaggio che ha interpretato alla grande l’abile figura del meccanico automobilistico, dell’assicuratore, del dirigente ciclistico  e del Consigliere Comunale.

Io lo ricordo sia come meccanico che come assicuratore, ma  il meglio di se lo diede, con la collaborazione del fratello Osvaldo, come dirigente ciclistico  del “Pedale Cervaschese – Dis Gross”,  in anni seguenti  trasformato in “Pedale Cervaschese – Iper Sidis”.

Nel 1981 , memore del professionistico “Trofeo Baracchi” crea,  oltre alle tante altre gare, il “Baracchino Cuneese”, una cronocoppie che immediatamente attecchisce attirando il meglio del ciclismo amatoriale nazionale e, nel 94 alla presenza della coppia professionistica “Chiappucci – Mantovani” si raggiunge “il pieno” e  gareggiano 150 coppie pari a  300 agonisti.

Il “Nuovo Baracchino”, che ancora oggi  si corre a Crava,  rimane il suo “fiore all’occhiello”.

Nel tempo abbiamo frequentato tanti  piacevoli  convivi, tante  sono state le accanite disquisizioni sul ciclismo, ma sempre avvenivano sui binari dell’allegria e, nello scrivente e, nell’ambiente ciclistico, rimane un più che vivo ricordo.

Termino lo scritto commemorativo, sperando che il 2018 sia avaro di questi spiacevoli avvenimenti.

Lorenzo   Garro

 

Cuneo, 27/01/2018

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