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CUNEO: MEMORIAL LUCIANO LONGO 16.06.2018

PERA E BOSIO IN MEMORIA DI LUCIANO LONGO

Sentita e combattuta manifestazione nel ricordo del forte corridore fossanese

 

San Sebastiano di Fossano (Cn), 16 giugno 2018 – In una calda e umida giornata di giugno ci ritroviamo a onorare, con una corsa titolata a lui stesso e fortemente voluta e sentita dai suoi cari, la memoria di Luciano Longo che prima d’essere valente atleta fu uomo discreto e gentile d’animo, caratteristiche queste invero rare, soprattutto di questi tempi.

In molti potranno testimoniare di averne di rado sentito la voce in corsa – egli poteva vantare di aver corso a buon livello nelle categorie dilettantistiche prima di darsi al mondo delle corse amatoriali -, tanto fosse riguardoso nei confronti del prossimo e lasciasse “parlare per sé i pedali” e le classifiche nelle quali puntualmente compariva nelle posizioni di vertice e ciò a ogni stagione agonistica e per lunghi anni. Con affetto lo ricordano i compagni della squadra – la blasonata “Santysiak” di Revello, ultima compagine nella quale militò il nostro, prima che un brutto male ce lo portasse via -, ma così pure i tanti che lo conobbero, anche fuggevolmente, nel corso delle competizioni cui partecipava instancabilmente, ed ebbero modo di apprezzarlo per quella mitezza tipicamente sabauda unita a una determinazione e scaltrezza che non sfociava mai nella bassa furbizia.

Scomparso troppo prematuramente l’amico, è stato perciò del tutto “naturale” dedicargli una corsa nei pressi della “sua” Fossano, alla presenza dei figli e della moglie. ei dirigenti dell’ASD S.C. Fossano si sono prodigati al massimo affinchè la manifestazione ricevesse l’attenzione che meritava.

In tanti corridori si sono presentati a San Sebastiano di Fossano, piccola località votata all’agricoltura, a disputare una corsa come l’avrebbe disegnata Luciano, cioè intervallata da brevi, ma sfiancanti salite, altrettanto succinte discese, e da lunghi rettifili dove la velocità, e il chilometraggio complessivo della corsa, avrebbero messo a dura prova i concorrenti.

E veniamo alla cronaca della prima partenza: i giovani, fin dall’avvio, imponevano un’andatura  subito sostenuta e che rimaneva tale nel corso del primo dei tre giri previsti. Nel corso della prima tornata vi era stata qualche scaramuccia per “saggiare la gamba”, ma la vera azione importante avveniva nel corso del secondo giro, dove si avvantaggiano in tre: Bardi (Gruppo Ciclistico Quinto al Mare), Giordano (Cicli Giordano), Carlini (Arredamenti Berutti), ai quali si univa, in cima al primo strappo, Pacchiardo (Ciadit Cicli Sumin); il plotoncino guadagnava circa una quarantina di secondi sul gruppo, gruppo che si ricongiungeva ai quattro in prossimità dell’ingresso in San Sebastiano dal momento che non c’era collaborazione fra i fuggitivi. Il terzo giro diveniva “interlocutorio”, nel senso che i più forti si studiavano per sferrare l’attacco risolutore alla quarta e ultima tornata. Tornata nella quale riuscivano a prendere le distanze dal gruppo in cinque corridori, tra i quali ricordiamo, Pera (Pedala Sport), Carlini, D’Apollo (Atelier della Bici), Nervo (Roero Speed Bike) e un altro non meglio identificato e sui quali, con azione solitaria, si riportava dapprima Pacchiardo e, in seguito, Bardi. Si formava così un gruppetto di sette dal quale, poco dopo essersi radunati, tentava di prendere le distanze Pacchiardo, che si produceva in un imperioso allungo al quale resisteva il solo Carlini, ma il tentativo di selezionare ulteriormente il drappello che si sarebbe presentato all’arrivo, era annullato dagli altri cinque nel momento in cui il duo di testa affrontava la seconda breve “salita”, ultima asperità prima dei rettilinei conclusivi. I sette si ricongiungevano, ma ovviamente non vi era più accordo nell’alternarsi a tirare in testa. Parecchi, ma senza gli esiti sperati da chi si gettava all’attacco, i tentativi di allungare da parte di Pera e D’Apollo, lestamente chiusi dagli altri cinque quando ormai il traguardo era prossimo. Pacchiardo si portava nelle posizioni di testa per controllare il gruppetto e imboccava da primo la secca curva a sinistra che immetteva al traguardo, cosa questa che favoriva la rimonta di Pera il quale saltava l’alfiere della “Ciadit Cicli Sumin” sulla linea di arrivo col classico “colpo di reni”. A seguire, a poca distanza dal duo che si era conteso il successo, nell’ordine, D’Apollo, Bardi, Nervo, Carlini, Sciandra (Centro Edile Pedale Imperiese) e quindi tutti gli altri facenti parte del gruppo. 

Nella seconda partenza assistevamo al consueto attacco “a freddo” di Ferracin, atleta in forza alla “Vigor Cycling Team”, prontamente rintuzzato dal gruppo, deciso a non farsi sorprendere nelle prime fasi della corsa. Sulla prima breve erta, più un falsopiano che una salita vera e propria, a pochi chilometri dalla partenza, tentava di sganciarsi dal plotone, Ragazzini (Ciadit Cicli Sumin), che era seguito da altri otto corridori: Merlo e Bosio (ASD Costante Girardengo), il già summenzionato Ferracin, Dotta (ASD Passatore), Costantini (Arredamenti Berutti), Magnaldi (Team De Rosa Santini), Fedrigo (Cavallino Rosso) – Costantini e Magnaldi coriacei SGA e ancor più tenace un habitué delle fughe, Fedrigo, SGB. I primi due giri del percorso vedevano i nove procedere di comune accordo, ma nell’aria vi era sentore che tale plotoncino non si sarebbe presentato compatto a disputarsi la volata per il successo finale, tanto più che al suo interno vi erano due corridori della stessa squadra, cioè quelli più titolati a conseguire la vittoria per mera superiorità numerica. E difatti, a circa venti chilometri dall’arrivo, la fuga esplodeva “per ruota” di Ragazzini che si lanciava all’attacco sulla breve erta che precedeva gli interminabili rettilinei che adducono a San Sebastiano. Lesto a prendergli la ruota era il solo Bosio, con Merlo che tentava, infruttuosamente, di riagganciare la coppia di testa. Il resto del gruppetto, vinto dal caldo e dalla fatica, ripreso Merlo, che si poneva al servizio del compagno in avanscoperta annullando i tentativi di coloro che provavano a riportarsi sui due, percorreva gli ultimi chilometri rassegnato all’ineluttabile volata per la terza piazza. Nel frattempo era cominciata la fase di studio fra i due avanguardisti: il Bosio, astutamente, non tirava a fondo, confidando nel rientro del sodale Merlo, sfiancando così il compagno di sortita che si prendeva così l’onere di consolidare il tentativo di fuga a due. Tale atteggiamento consentiva al Bosio di prodursi in una potente accelerazione che lasciava “sul posto”il Ragazzini, a circa quattro, cinque chilometri dall’arrivo. Azione questa grazie alla quale il forte corridore alessandrino si presentava a cogliere il meritato successo transitando in solitudine sotto all’arco gonfiabile e fra due ali di gente plaudente, lì accorsa a godersi l’arrivo dei corridori.

Secondo transitava Ragazzini e, dopo qualche attimo, il drappello degli inseguitori regolato da Ferracin su Merlo; a distanza ravvicinata sfilavano Dotta, Costantini, Magnaldi, Fedrigo e Dell’Atti. Successivamente vedevamo spuntarla sul gruppo il veloce Carbone (Arredamenti Berutti) e a seguire tutti gli altri fra i quali, incontrastata protagonista della propria categoria, Eugenia Caruso (Zero Team).

Toccante la premiazione, svoltasi nello spazio dedicato alla festa del paese, e alla presenza dei famigliari di Luciano, visibilmente commossi e ancora frastornati ma soddisfatti per la riuscita della manifestazione nata e realizzata per onorare la memoria del congiunto.

Confidiamo quindi in una seconda e ancor più partecipata edizione, vista la bellezza del percorso e, soprattutto, l’importanza di mantenere alto e vivo il ricordo di coloro che non vi sono più e che, con i loro comportamenti, costituiscono un imperituro esempio per noi tutti.

                                                                                                                     Guido Ragazzini

classifica Fossano 16.6.18

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