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Registro Coni o Registro Terzo Settore, una scelta da ponderare

a cura di Salvatore Bartolo Spinella

La nascita del registro unico del Terzo Settore RUNTS, che ha previsto la possibilità, per le Associazioni sportive dilettantistiche, della loro iscrizione, pone il serio problema dell’impatto, in termini fiscali, di una scelta simile.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n° 18/E del 1 agosto 2018 non ha escluso per le ASD, già iscritte al registro CONI, la possibilità di essere iscritte contestualmente anche al RUNTS, ma ciò comporterebbe comunque l’esclusione dell’applicazione di alcune agevolazioni fiscali previste per le ASD iscritte al registro CONI.
Con l’iscrizione al solo registro Coni, infatti, l’ASD acquisisce il diritto, ovviamente rispettando tutti gli altri obblighi previsti dalle normative vigenti in materia, di applicare le seguenti agevolazioni:
non applicazione delle imposte dirette (IRES, IRAP) ed indirette (IVA) sugli incassi pagati per corrispettivi specifici dai tesserati e/o associati per lo svolgimento di attività sportive;
applicazione del regime forfettario previsto dalla Legge 398/91 sugli incassi di natura commerciale che comporta il versamento all’erario del 50% dell’IVA incassata ed in versamento dell’IRES e dell’IRAP calcolata su una base imponibile pari al 3% dell’incassato al netto dell’IVA;
il pagamento dei compensi, dei rimborsi, delle indennità, dei premi corrisposti ai collaboratori nello svolgimento di attività sportive in esenzione da imposte e contributi nel limite di euro 10.000,00, essendo inquadrabili quali redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 c. 1 lettera m del TUIR. Naturalmente le ASD che sceglieranno la strada della contestuale iscrizione al RUNTS, se da un lato perderanno la possibilità di applicare sicuramente le prime due delle agevolazione predette dall’altro potranno applicare altre agevolazioni a secondo della sezione del RUNTS alla quale sceglieranno di iscriversi.
Rispetto alle ASD iscritte al solo registro CONI, le ASD che sceglieranno di iscriversi alla sezione del RUNTS, riservata alle Associazioni di promozione sociale, avendone i presupposti, , potranno applicare una agevolazione, analoga alle prime di totale esenzione da imposte sui corrispettivi specifici a favore degli associati in attuazione degli scopi istituzionali ed una esenzione totale da IVA sui proventi commerciali (in questo caso non incasseranno l’IVA ma non avranno diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti) e ciò se le loro entrate totali non supereranno il limite di euro 130.000 annui.
Se invece una ASD sceglie la strada della doppia iscrizione scegliendo di iscriversi nella sezione del RUNTS riservata agli “altri enti del terzo settore” sarà sicuramente penalizzata rispetto alla ASD che sceglie di rimanere iscritta al solo registro CONI.
Infatti la ASD in questione non potrà applicare l’esonero da imposte previsto dall’articolo 148 c. 3 del TUIR sulle somme incassate da tesserati e/o associati per corrispettivi specifici per lo svolgimento dell’attività sportiva. Inoltre, in luogo del regime forfettario previsto dalla legge 398/91, applicherà un regime forfettario, per le imposte dirette (IRES ed IRAP), con percentuali del 5 e del 17 ben superiori alla percentuale del 3 prevista dalla legge 398/91, ai fini della determinazione dell’imponibile su cui applicare le imposte. Ed infine la ASD in questione, ai fini dell’IVA, applicherà il regime ordinario, non essendo previsto alcun regime forfettario.
Da ultimo non sembra che le ASD che sceglieranno la doppia iscrizione perderanno la possibilità di applicare le agevolazioni perviste dall’articolo 67 c. 1 lettera m, ovvero l’esonero da imposte e contribuzione sui compensi, rimborsi indennità, premi corrisposti a collaboratori nello svolgimento di attività sportive nel limite di euro 10.000,00.
Un chiarimento ufficiale sul punto sarebbe, tuttavia, opportuno.

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