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Sport e inclusione la grande sfida per chi vive con disabilità

13 novembre, un progetto, un’idea nata durante l’incontro avuto lo scorso anno dalla delegazione di Filippide alle Nazione Unite, è divenuta realtà. Il convegno “Sport e inclusione: dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con Disabilità all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”, organizzato da Progetto Filippide e CSAIn, nell’ambito del progetto “Le pratiche dello sport sociale”, vuole essere una base da cui partire e riflettere. L’Aula Magna del Centro di Preparazione olimpica “Giulio Onesti” del Coni, è stata degna cornice istituzionale della domanda insita nell’oggetto del convegno: Quali prospettive per lo sport inclusivo?
La grande partecipazione di persone interessate al tema, tra cui numerosi studenti dell’Università degli studi di Roma Foro Italico e le importanti relazioni presentate, testimoniano che il binomio sport ed inclusione è più che mai attuale e coinvolge molti aspetti della vita sociale. Ad aprire i lavori il saluto del Prof. Nicola Pintus, presidente del Progetto Filippide e quindi prezioso padrone di casa, senza la cui lucida visione e il suo continuo prodigarsi per i diritti delle persone con disabilità soprattutto intellettiva, nulla sarebbe stato possibile. A seguire la preziosa testimonianza di Damiano Tommasi, presidente Associazione Italiana Calciatori, da sempre attento alle tematiche sociali e padrino del Progetto Filippide.
Assente per imprevisti motivi di lavoro, Daniela Bas, direttrice della Divisione dello sviluppo sociale inclusivo, Dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, ha inviato un video messaggio che è stato presentato alla platea. “L’agenda 2030 – ha puntualizzato la Bas – è un documento che i Governi hanno sottoscritto per raggiungere 17 obiettivi entro il 2030. Lo sport è uno strumento di sviluppo, di pace e di inclusione e proprio questo tema ha ancora bisogno di costante visibilità per potersi radicare nella cultura e permeare la società di molti Paesi membri delle Nazioni Unite”.
Subito dopo questo lungo intervento (oltre 11’) la moderatrice Roberta Paesani ha introdotto Jeffrey Brez, responsabile delle relazioni con le Ong, advocacy ed Eventi Speciali, del Dipartimento di Informazione Pubblica delle Nazioni Unite, che ha parlato dell’importanza delle circa 1.500 organizzazioni non governative nel mondo, perché conoscono le comunità dove operano e sanno perfettamente quali politiche funzionano e quali no. Dopo la lettura dei messaggi di Giovanni Malagò presidente del Coni e di Antonio Tajani presidente del Parlamento Europeo, l’intervento di Luca Pancalli presidente del Cip (Comitato Italiano Paralimpico) che ha definito lo sport strumento inclusivo d’importanza strategica. Ha inoltre posto l’accento su come sia stato duro il percorso di crescita di tutto il movimento paralimpico, a partire dalla prima paralimpiade di Seul ‘88, ma anche di quanto sia stato fondamentale sfruttare l’appuntamento olimpico per dare l’opportunità alle persone disabili di esprimere le loro capacità e dare visibilità a tutto il mondo della disabilità. Importante anche il cenno al contributo che lo CSAIn, come Ente anche paralimpico che opera all’interno del mondo del lavoro, può dare in ottica sviluppo e inclusione. A chiudere la prima parte del convegno la relazione di Leonardo Bencini, Ministro plenipotenziario e delegato del direttore generale per la cooperazione allo sviluppo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.
Divertente e significativo il momento dei riconoscimenti agli atleti che si sono distinti nel nuoto sincronizzato: premiati, oltre a Giorgio Minisini e Manila Flamini, campioni del mondo di Budapest 2017 e vice-campioni d’Europa, anche Arianna Sacripante e Selene Mirra, atlete con la Sindrome di Down del Progetto Filippide, che hanno rappresentato l’Italia ai Trisome Games svoltisi a Firenze dal 15 al 22 luglio scorsi, conseguendo il titolo di Campioni del mondo).
La seconda parte del convegno, moderata da Carla Collicelli, membro del Segretariato e referente del Gruppo di lavoro 3 “salute e benessere” Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS), si è aperta con l’intervento di Nicola Pintus, presidente di Progetto Filippide, il quale ha sottolineato che il convegno è solo un punto di partenza e che per tentare di catalizzare l’attenzione sul diritto alla pratica di un’attività sportiva degna bisognerebbe mettersi in rete al fine di poter dare una risposta a tutte le famiglie che hanno ancora ragazzi autistici a casa o in strutture di appoggio. Dopo di lui gli interventi di S.E. Soth Ambasciatore della Repubblica di Slovacchia, di Gherardo Casini, Direttore dell’Ufficio del dipartimento degli Affari economici e sociali delle Nazioni Unite Roma, del Prof. Moliterni, della Prof.ssa Magnanini, Laboratorio Didattica e Pedagogia Speciale Università degli studi di Roma Foro Italico e di Alessandra Palazzotti, vice-presidente Special Olympics Italia. Prima delle conclusioni e dei saluti del Direttore del Progetto Filippide Luca Biasillo, l’intervento del presidente CSAIn Luigi Fortuna, che ha messo in evidenza la peculiarità dell’Ente, che da sempre, nelle proprie manifestazioni, fa praticare lo sport con l’intenzione di gareggiare, di divertirsi e di stare assieme in maniera inclusiva.

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