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CUNEO: RICORDANDO MAELA 31.03.2019

“RICORDANDO MAELA” DUE ANNI DOPO

 

Sanetti, Natali, Bardi e Ferracin braccia al cielo per salutare l’amica scomparsa

 

Salmour (Cn)31 marzo 2019: Dicono che il tempo lenisce le ferite, guarisce gli strappi e poi ti fa piombare nell’oblio dimenticando ogni dolore. Ma ci sono cose e persone che non si possono dimenticare, persone semplici ma che ti segnano la vita per sempre, lasciandoti una ferita che non si rimarginerà mai. Maela è una di queste, è, era una donna che, oltre agli affetti personali e famigliari, che ho avuto la fortuna di condividere, ha dato tanto al mondo del ciclismo amatoriale e oggi, alla vigilia del secondo anniversario del giorno in cui ci è stata “strappata via”, molti che l’hanno conosciuta sono qui non solo per correre ma anche per ricordarla dando il meglio, come avrebbe voluto lei.

“Ricordando Maela“ è una corsa che si svolge sul circuito di Salmour, per un totale di 71 chilometri circa. I concorrenti non sono tantissimi, 86, ma la bella giornata primaverile merita la trasferta e il lotto dei partecipanti è di quelli che sono abituati a lasciare il segno.

Si parte alle 15 con due gruppi divisi per età, dove la linea di divisione sono i 50 anni. Il clima è festoso prima di partire ma, subito dopo, l’agonismo impone le sue regole. Nella prima corsa, quella dei più giovani, ci sono Natali e Sanetti che fanno il diavolo a quattro e la stessa cosa succede nella seconda, dove l’ex quarantanovenne Ferracin cerca di portare via una fuga. La soluzione, per entrambe le gare, avviene nel terzo dei quattro giri in programma: da una parte si forma il terzetto d’imprendibili, Natali, Sanetti e Bardi e dall’altra, dopo una purtroppo rovinosa caduta che coinvolge alcuni corridori, quello di Bosticco, Ferracin e Foravalle.

Entrambe le fughe vanno in porto e dalla linea d’arrivo vediamo arrivare i fuggitivi della prima gara già festanti, tutti con le braccia a indicare il cielo, da dove sicuramente Maela si starà godendo la scena.

Il primo a tagliare il traguardo è il senior2 Bruno Sanetti che, con un grido di gioia dedica la vittoria all’amica scomparsa. Bruno è seguito dal cognato Andrea Natali e dal veterano Tiziano Bardi. Circa un minuto dopo è la volta del terzetto formato da  Pera, Mostaccioli e Conti, seguiti dal ligure Rovere, Gastaldi, Davide Carlini, Porro, Giuliano, Criscione, Caporali, Barra, Agù, Mondo e Davi. Notevole la media: 44,490 km/h.

La volata del terzetto della seconda partenza ha il risultato scontato con Dario Ferracin favoritissimo, ma Massimo Bosticco fa di tutto, fino all’ultimo metro, per non rendergli il compito facile, ma alla fine prevale il pronostico, con Ferracin, anche lui braccia al cielo, che alla media di 41,530 km/h, transita prima di Bosticco e Foravalle. Poco dopo, solitario, arriva Grappeja, mentre Sciandra anticipa la volata del gruppo, vinta dall’“habituè” Giancarlo Ferrero che supera Crosa (1° sgA), Limone, Ostorero, Nicastri, Gaule, Batilde, Sedaboni, Piacenza, Shaner, Alparone, Sacco, Salvatico e Pavese (1° sgB).

L’agonismo della gara lascia il posto nuovamente all’aria di festa che sempre dovrebbe accompagnare una manifestazione amatoriale.

Si passa alle premiazioni, non prima di avere  ringraziato tutti gli amici di Maela intervenuti per onorarne la memoria. Per me, vedovo di tanto amore e passione, è un momento di commozione, ma sono subito richiamato all’ordine dal fido giudice di gara Andrea che chiama i vincitori a ritirare i premi, tra i quali non potevano mancare i mazzi di fiori per i primi classificati, senior, veterani e gentleman. Si scattano le foto di rito, con Panepinto che fa la parte del sempre evanescente Ferracin, che si è scusato personalmente “ma è dovuto volare via”.

C’è ancora tanta luce, anche perché questa notte abbiamo spostato avanti di un’ora le lancette dell’orologio, quando la festa finisce e ritiriamo le nostre cose prima di fare ritorno, con la certezza che Maela non è stata dimenticata.

                                                       Valerio Zuliani

class Samour 31.03.19

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